Cibo in viaggio: come e cosa mangiare all’estero senza rovinarsi la vacanza

Come e cosa mangiare quando ci si trova fuori dall’Italia? Sperimentare la cucina locale è uno dei modi migliori per conoscere un Paese e la sua cultura. Ma occorre essere preparati, conoscere alcuni piccoli trucchi per mangiare bene e sano e soprattutto sapere quali cibi evitare durante un viaggio all’estero per non rovinarsi la vacanza.

Perché mangiare è un piacere ma se poi si sta male… che piacere è?

 

Ancor prima che dall’accento marcato con cui parla inglese, l’italiano all’estero lo riconosci dal fatto che non appena valica i confini di un altro Paese si precipita a cercare una pizzeria. O un buon piatto di tagliatelle. Per finire poi, chiaramente, a lamentarsi del fatto che “il caffè fa schifo”, “la pizza non la sanno fare” e “mia mamma cucina molto meglio!”.

L’antica arte del lamentarsi fino a se stesso? Molto di più. Io la chiamo Sindrome della Lontananza da Pasta Asciutta.

Abituati a quella che per molti è la cucina migliore del mondo, non appena ce ne allontaniamo soffriamo delle vere e proprie crisi di astinenza che, complice la paura di rovinarci la vacanza mangiando qualcosa di sbagliato, ci spingono ad andare sul sicuro.

Eppure rifugiarsi nella cucina italiana quando si viaggia all’estero è un errore imperdonabile. E non solo perché trovare chi porta alto l’onore della Patria fuori dai confini nazionali è tutt’altro che semplice, ma perché una delle esperienze più belle che il viaggio possa regalare è senza dubbio immergersi nelle specialità gastronomiche dei luoghi che si visitano, sperimentando piatti e sapori sconosciuti.

Perché la conoscenza di un Paese passa anche attraverso la sua cucina.

 

Paese che vai cucina che trovi

Ricordo ancora lo shock che provai di fronte a un ristorante in Vietnam quando vidi campeggiare la scritta “Qui carne di gatto”. Ma che crudeltà! Che posto incivile! pensai.

Subito dopo però mi ricordai che a casa mia a Pasqua si cucina l’agnello e che forse un gatto non è poi tanto diverso da un coniglio, a ben pensarci. Insomma, anche se non è facile mandare giù certi bocconi (passami il gioco di parole), il cibo è una questione culturale.

In alcuni Paesi dovrai rinunciare alla tua adorata braciola di maiale mentre in altri avrai l’onore di assaggiare una tarantola fritta o un piatto di gamberetti che saltellano allegramente come Mamma Natura li ha fatti.

Non dico che devi per forza assaggiare tutto, ma dammi retta: sii aperto di mente e sempre tollerante con ciò che non conosci, solo così potrai “viaggiare” davvero. E vedrai che quelli legati alla cucina saranno tra i ricordi più belli che ti rimarranno del tuo viaggio all’estero.

Provare tutto a scatola chiusa, quindi? Ma nemmeno per sogno!

Prima regola: mangiare bene e mangiare sano!

 

Cosa NON mangiare all’estero per evitare la diarrea del viaggiatore e altre disavventure alimentari

  

È un classico: programmi quel viaggio in India per mesi, magari per anni, e quando finalmente posi i piedi sull’amata terra indiana, tempo qualche giorno… e ti ritrovi confinato in albergo acciambellato sul wc!

La diarrea del viaggiatore è uno degli inconvenienti alimentari più celebri di chi viaggia all’estero: nulla di fantascientifico, ci siamo passati quasi tutti. Siamo degli entusiasti e certe volte l’entusiasmo ci fa abbassare la guardia.

Viaggiare all’estero, soprattutto se in Paesi lontani e poveri, può mettere a dura prova il nostro apparato gastrointestinale. Sbalzi improvvisi di caldo e freddo, ritmi circadiani scombussolati dal jet lag, batteri a noi sconosciuti e alcune carenze igieniche di troppo costringono ad andarci cauti con il cibo all’estero, almeno le prime volte.

Ma niente panico, si tratta solo di adottare qualche piccolo accorgimento.

1. Acqua e bevande. Non bere l’acqua dal rubinetto, evita le fontane e in generale le bevande fredde non imbottigliate. Se ti imbatti in distributori pubblici di acqua, come capita ad esempio in Thailandia, assicurati che oltre a essere potabile sia anche mineralizzata, altrimenti sarà come bere acqua distillata. Soprattutto, bevi tanto.

 

2. Frutta e verdura. Se compri frutta e verdura e vuoi consumarla cruda, sbucciala sempre prima di mangiarla. Evita possibilmente tutti i frutti di bosco, fragole comprese, che non possono essere sbucciati.

 

3. Carne & pesce. Attenzione alla carne e al pesce nello street food. Per quanto il cibo di strada sia una delle esperienze più belle di un viaggio all’estero, in molti Paesi la carne e il pesce vengono lasciati per ore sotto il caldo cocente e nuvole sterminate di mosche prima di essere cucinati. Eviterei. Naturalmente i carpacci e tutte le crudité sono tabù.

 

4. Spezie. Ricordati sempre che quel che noi riteniamo piccante in molti Paesi è appena un accenno. Se vuoi mangiare bene all’estero, impara a dire nella lingua locale che vuoi la versione del piatto “non piccante”, perché già dire “poco piccante” in alcuni Paesi è una condanna a morte. Se non vuoi che nel giro di qualche giorno il tuo intestino assomigli a un bosco in fiamme, smorza i piatti piccanti accompagnandoli con il riso e, anche se sembra un’assurdità, non bere acqua perché l’effetto è quello di una tinozza di acqua gettata sopra un incendio. Al suo posto, meglio un bicchiere di latte o bevande come il lassi a base di yogurt.

 

 

5. Cibi esposti. Le nostre mamme dicevano che il cibo non si butta mai via e questa è un assioma che molti Paesi fanno proprio. Soprattutto dove campeggiano prezzi imbattibili e offerte “all you can eat” style, evita i buffet, che spesso diventano il luogo del riciclo furioso e poco igienico. La stessa cosa vale per i cibi esposti in “vetrina” nei baracchini di strada, visto che difficilmente riuscirai a sapere a quando risale la luccicante composizione.

 

6. Pasti condivisi. Per certi popoli invitare qualcuno a condividere il proprio cibo in tavola è un grande onore e spesso anche tra viaggiatori si tende a riscoprire l’antico gusto della condivisione. Ma anche se la tentazione è forte, evita di attaccarti alla bottiglia di chi non conosci o di attingere a un piatto comune con un cucchiaio che qualcun altro ha già leccato meticolosamente prima di te, soprattutto se sei nuovo in quel Paese e il tuo corpo non ha ancora fatto conoscenza con i batteri locali.

 

Una volta assunte le precauzioni di base e imparato come e cosa mangiare all’estero senza rovinarsi la vacanza, occhio però a non cadere nell’errore opposto e diventare schiavo dei divieti.

Rilassati, siediti e goditi quello che ti mettono nel piatto, perché il più delle volte sarà un’esperienza indimenticabile.
Insomma: fatti prendere per il palato!

 

Come conoscere un Paese attraverso la sua cucina:
le 8 regole d’oro

Per mangiare bene all’estero e non perdersi nulla delle specialità locali, segui almeno cinque di queste regole.

Regola #1: Impara un po’ di glossario

Serve ai locali, che si sentiranno orgogliosi che tu ti sia preso la briga di imparare qualche vocabolo, e serve a te, che eviti di incappare in fraintendimenti pericolosissimi. Un menù italiano all’estero è spesso un miraggio ma non è detto nemmeno che ci sia in inglese, perciò imparare l’abc del glossario culinario può essere essenziale per salvarti lo stomaco e il palato.

 

Regola #2: Prima di partire fai una check list dei cibi da non perdere

Non esiste nulla di peggiore che tornare da un viaggio e scoprire di essersi persi un piatto sopraffino solo perché non lo sapevi. Fatti una lista dei piatti irrinunciabili e poi impegnati a spuntare ogni singola voce!

 

Regola #3: Chiedi ai locali

Chi meglio di un locale sa consigliarti dove mangiare bene? Chiedi per la strada, alla reception dell’hotel, dentro i bar, specificando il tuo budget e quello che vuoi mangiare. Difficilmente sbaglierai e soprattutto eviterai… (vedi il prossimo punto).

 

Regola #4: Diffida dai ristoranti “acchiappa turisti”

Li riconosci perché hanno sempre un cameriere fuori che cerca di convincerti a entrare e dalla cartellonistica con piatti che sembrano usciti da McDonald. Un buon ristorante non ha bisogno di convincerti a entrare perché sa che probabilmente lo farai comunque.

 

Regola #5: Frequenta un corso di cucina

Questa è una delle esperienze più divertenti (e gustose) che tu possa fare in viaggio. Soprattutto se visiti un Paese esotico con una cucina molto diversa da quella italiana, un corso ti permetterà di scoprire tutti i trucchi per riprodurre a casa i cibi che hai amato di più.

 

Regola #6: Fai un giro al mercato

Se vuoi capire non solo la cucina ma la cultura di un posto vai al mercato locale. È lì che si concentrano tutti i cibi, gli odori, i colori di un popolo e l’anima di un Paese.

 

Regola #7: Fatti ispirare da Tripadvisor

Se i locali non ti hanno convinto e i ristoranti acchiappa-turisti ti stanno accerchiando, o semplicemente vuoi andare sul sicuro senza sbatterti più di tanto, Tripadvisor è una sicurezza. Digli dove sei, il budget e quello che vuoi mangiare e leggi le recensioni. E poi corri, prima che rubino l’ultimo tavolo!

 

Regola #8: Esci a mangiare con un locale

C’è solo una cosa migliore di andare a mangiare dove mangiano i locali: andare a mangiare dove mangiano i locali… con un locale! Se non conosci nessuno, un ottimo modo è contattare qualcuno attraverso Couchsurfing, che oltre a offrire divani all’occorrenza è gravido di persone sempre disponibili a fare conoscere la propria città e a condividere i segreti della cucina locale.

 

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Autore

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WeLoveTravel
Ramona Venini - We Love Travel Consulente di Viaggi Online e Travel Blogger Viaggiatrice seriale, cresciuta nel mondo dei viaggi Racconta esperienze, consigli di viaggio, propone vacanze e soprattutto promuove un NUOVO MODO DI VIAGGIARE.

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